Whistleblowing: ANAC sanziona direttore medico per condotte ritorsive
Pubblicato il 16 ottobre 2025
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Con la delibera n. 337 del 9 settembre 2025, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha concluso un procedimento sanzionatorio avviato nei confronti di un dirigente medico, Direttore di Unità Operativa Complessa presso un’Azienda sanitaria pubblica, in relazione a presunte misure ritorsive adottate contro un whistleblower.
Il caso trae origine da segnalazioni di illeciti di natura penale e contabile, presentate nel 2022 da un medico del medesimo reparto ai sensi dell’art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
La decisione dell’Autorità chiarisce:
- l’applicabilità del regime previgente in materia di whistleblowing (art. 54-bis D.Lgs. 165/2001) alle segnalazioni antecedenti al 15 luglio 2023, in virtù dell’art. 24 del D.Lgs. 24/2023;
- la portata della presunzione legale di natura ritorsiva delle misure discriminatorie e l’onere probatorio in capo all’amministrazione o al dirigente autore delle stesse;
- la determinazione della sanzione pecuniaria ai sensi dell’art. 54-bis, comma 6, primo periodo, del D.Lgs. 165/2001.
Contesto e origine del procedimento
Il medico segnalante, in servizio presso l’Unità di Chirurgia d’urgenza e trapianti, aveva trasmesso, nel 2022, più segnalazioni di illecito al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), riguardanti presunte condotte fraudolente poste in essere dal Direttore dell’Unità e da altri medici.
Le denunce avevano portato all’apertura di un procedimento penale presso la Procura della Repubblica competente per reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione.
Successivamente alla presentazione delle segnalazioni, il segnalante lamentava di aver subito una serie di misure ritorsive, tra cui:
- esclusione da determinati ambulatori e attività operatorie di rilievo;
- assegnazione a mansioni dequalificanti o demansionanti;
- esclusione quasi totale dalle cosiddette sale aggiuntive (interventi incentivati con compenso extra);
- mancata assegnazione di strumentazione informatica;
- attribuzione di turni incompatibili con le proprie condizioni di salute certificate.
Attività istruttoria dell’ANAC
Ricevuta la comunicazione di misure ritorsive (febbraio 2024), ANAC ha svolto un’approfondita attività istruttoria, comprendente:
- richieste di integrazione documentale al segnalante;
- comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio (17 febbraio 2025);
- convocazione e successiva ricezione della memoria difensiva del Direttore interessato, rappresentato da difensori di fiducia.
Il Direttore negava qualsiasi intento ritorsivo, sostenendo di non essere a conoscenza delle segnalazioni né dell’identità del segnalante fino al dicembre 2024, e giustificava le assegnazioni con motivi organizzativi, esigenze sanitarie e limitazioni del medico segnalante.
Valutazioni giuridiche dell’Autorità
Normativa applicabile
Con la delibera n. 337 del 9 settembre 2025, ANAC ha stabilito che la disciplina applicabile fosse quella dell’art. 54-bis del D.Lgs. 165/2001, poiché le segnalazioni risalgono al 2022, periodo antecedente all’entrata in vigore del D.Lgs. 24/2023.
Qualifica di whistleblower
Il segnalante è stato riconosciuto come whistleblower, avendo denunciato condotte di rilievo penale e contabile nell’interesse dell’integrità pubblica e nel rispetto delle modalità previste dall’art. 54-bis.
È stato inoltre ribadito che la tutela "deve essere pacificamente garantita anche nei confronti del soggetto, inizialmente anonimo, che sia stato successivamente identificato e, in ragione della/e
segnalazione/i, abbia subito ritorsioni".
Presunzione legale di natura ritorsiva
In applicazione del comma 7 dell’art. 54-bis, ANAC ha richiamato il principio secondo cui spetta all’amministrazione o al dirigente autore della misura dimostrare l’estraneità delle decisioni rispetto alla segnalazione.
La difesa del Direttore è stata ritenuta inidonea a superare tale presunzione, sia per carenza di prove oggettive, sia per la presenza di indizi convergenti sulla conoscenza, da parte sua, dell’identità del segnalante.
Accertamento delle misure ritorsive
Dall’analisi documentale, ANAC ha individuato come ritorsive:
- le assegnazioni dequalificanti e il progressivo impoverimento professionale del medico segnalante, contrario ai principi di correttezza e buona fede nell’organizzazione del lavoro;
- l’esclusione sistematica dalle sale aggiuntive, attività direttamente oggetto delle segnalazioni di illecito, con conseguente danno economico per mancato guadagno;
- l’attribuzione di turni incompatibili con le limitazioni mediche del dipendente, in violazione delle prescrizioni sanitarie note al Direttore.
Non sono state invece riconosciute come ritorsive la mancata partecipazione a specifici corsi di formazione e la presunta negazione di strumentazione informatica, per assenza di prove documentali sufficienti.
Determinazione della sanzione
Tenuto conto:
- della gravità delle condotte, reiterate in un arco temporale pluriennale;
- del ruolo apicale ricoperto dal soggetto responsabile;
- della necessità di garantire l’efficacia dissuasiva della sanzione,
l’Autorità ha irrogato, ai sensi dell’art. 54-bis, comma 6, D.Lgs. 165/2001, una sanzione pecuniaria di € 16.000,00 a carico del Direttore, ritenendo tale misura proporzionata e idonea a perseguire finalità di prevenzione generale e speciale.
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