Tavolo Mimit: per Transizione 5.0 stop al taglio delle risorse

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Il Governo torna sui propri passi sul piano Transizione 5.0 e interviene per risolvere il nodo delle imprese rimaste escluse dai benefici, i cosiddetti “esodati”. A seguito del confronto con le associazioni datoriali al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Tavolo Mimit del 1° aprile 2026), è stato infatti deciso il ripristino integrale delle risorse originariamente previste, accompagnato da uno stanziamento aggiuntivo.

Nel dettaglio, vengono confermati i 1,3 miliardi di euro già previsti dalla legge di Bilancio 2026, ai quali si sommano ulteriori 200 milioni, per una dotazione complessiva pari a 1,5 miliardi di euro. L’intervento consente di coprire circa il 90% del fabbisogno complessivo espresso dalle imprese che avevano presentato domanda senza ottenere accesso agli incentivi.

Superato il taglio del decreto fiscale (38/2026)

La decisione rappresenta un cambio di rotta rispetto a quanto stabilito dal decreto fiscale n. 38/2026, che aveva ridotto al 35% il credito d’imposta riconosciuto alle imprese che avevano presentato domanda dopo il 7 novembre 2025, pur avendo già effettuato gli investimenti.

Con il nuovo intervento, il governo punta a rafforzare la misura e ristabilire un quadro di certezza, elemento ritenuto essenziale per sostenere i programmi di investimento delle imprese e il rapporto di fiducia con le istituzioni.

Aliquote rafforzate: fino al 100% per investimenti green

Le nuove risorse consentono di elevare significativamente il livello delle agevolazioni. In particolare:

  • per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali che immateriali, il credito d’imposta arriva fino al 90%;
  • per gli interventi ad alta efficienza energetica, come gli impianti fotovoltaici, e per le spese di certificazione, la copertura potrà raggiungere il 100%.

Per queste ultime tipologie di spesa è prevista anche l’introduzione di contributi a fondo perduto, che saranno definiti tramite un apposito intervento normativo.

Iperammortamento e nuovo assetto del piano

Parallelamente, l’esecutivo accelera sull’evoluzione del piano Transizione 5.0. Il nuovo impianto prevede il passaggio dall’attuale credito d’imposta al meccanismo dell’iperammortamento, con un decreto attuativo atteso a breve.

Secondo le indicazioni emerse dal confronto con le imprese, la misura potrebbe diventare operativa già nei primi giorni di maggio. Il nuovo piano avrà una durata triennale, fino a settembre 2028.

Un elemento rilevante riguarda inoltre la rimozione del vincolo territoriale che limitava gli acquisti ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. La modifica amplia le possibilità di approvvigionamento per le imprese, ma comporta anche un aumento degli oneri stimato in circa 1,4 miliardi di euro.

Reazioni positive dal mondo produttivo

L’intesa raggiunta al Mimit è stata accolta favorevolmente dalle associazioni di categoria, che hanno evidenziato come il provvedimento consenta di evitare effetti penalizzanti su investimenti già avviati e di ristabilire condizioni di maggiore stabilità.

Anche Confindustria ha sottolineato l’importanza del risultato, evidenziando la necessità di garantire continuità alle politiche industriali in un contesto economico complesso e caratterizzato da forti incertezze.

Prossimi passaggi

Resta ora da completare il quadro degli interventi a supporto delle imprese, a partire dal decreto bollette e dalla piena operatività dell’iperammortamento.

L’obiettivo è consolidare un sistema di incentivi capace di sostenere, in modo strutturale, gli investimenti in digitalizzazione ed efficienza energetica, leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano.

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