Uif, antiriciclaggio. La svolta passa dall’e-fattura

Pubblicato il



La fatturazione elettronica si sta imponendo come uno degli strumenti più efficaci per leggere i nuovi schemi del riciclaggio. È questa una delle indicazioni più nette che emerge dall’ultimo Quaderno dell’antiriciclaggio dell’Unità di informazione finanziaria per l’Italia e Banca d'Italia, n. 34 di aprile 2026, che raccoglie dieci casistiche recenti e mostra come il contrasto ai flussi illeciti stia entrando in una fase nuova: meno centrata sulla singola operazione sospetta e sempre più basata sulla capacità di incrociare dati, ricostruire reti e seguire i passaggi del denaro lungo filiere societarie complesse.

Il punto non è soltanto tecnologico. È soprattutto metodologico. La UIF mette in evidenza che, accanto alle segnalazioni di operazioni sospette, diventano decisivi strumenti come la network analysis, la cooperazione con le FIU estere e, appunto, l’utilizzo delle basi dati dell’Agenzia delle entrate, in particolare quelle legate al sistema di e-fattura. È qui che si coglie il cambio di passo: non più solo l’analisi del singolo movimento anomalo, ma la ricostruzione dell’ecosistema in cui quel movimento prende forma.

L’e-fattura fa emergere reti che prima restavano invisibili

Nel Quaderno c’è un passaggio che colpisce più di altri, perché mostra in modo concreto il valore investigativo della fatturazione elettronica. L’acquisizione dei dati delle fatture emesse e ricevute ha consentito infatti di ricostruire le controparti commerciali di una società sospetta e di individuare gruppi di clienti e fornitori già comparsi in precedenti segnalazioni per illeciti fiscali e trasferimenti di fondi verso l’estero. Da lì l’analisi si è allargata, facendo emergere una rete di imprese ben più estesa di quella visibile all’inizio.

È questo il vero salto di qualità. I dati contabili desunti dal sistema di e-fattura hanno permesso di ampliare il perimetro dell’indagine, portando alla luce un insieme articolato di società, spesso di recente costituzione, con operatività riconducibili a schemi di frode fiscale e successivo trasferimento dei proventi fuori dall’Italia. In altre parole, la fattura elettronica non serve soltanto a controllare la correttezza fiscale del singolo rapporto commerciale: diventa una chiave per mappare interi network economici opachi.

Agevolazioni pubbliche e fondi europei nel mirino delle frodi

Un altro filone centrale del Quaderno n. 34 di aprile 2026 riguarda l’abuso di agevolazioni pubbliche e la distrazione di risorse destinate al sostegno dell’economia. La UIF lo indica esplicitamente come una delle aree di maggiore esposizione, sottolineando come fondi pubblici e contributi di provenienza comunitaria continuino a rappresentare un terreno particolarmente vulnerabile.

Il meccanismo ricorre con notevole frequenza: le somme vengono accreditate su conti formalmente riconducibili ai beneficiari, ma poi escono rapidamente dal perimetro dell’impresa attraverso catene di bonifici verso società collegate, professionisti o soggetti che fanno capo allo stesso centro di interessi. Le causali sono spesso generiche oppure solo formalmente coerenti, mentre il denaro viene ridistribuito con estrema velocità, fino a rientrare in forma indiretta o a essere convogliato all’estero. Il risultato è che risorse destinate allo sviluppo, all’agricoltura o agli investimenti produttivi finiscono per alimentare circuiti del tutto diversi da quelli dichiarati.

Crediti fiscali, cartolarizzazioni ed escrow: la complessità come schermo

Sul fronte dei crediti fiscali il Quaderno offre una fotografia altrettanto significativa. Le anomalie, in molti casi, non si manifestano con strutture semplici, ma attraverso operazioni costruite per apparire sofisticate, e quindi più difficili da verificare. Emergono così cessioni di crediti che si inseriscono in architetture contrattuali complesse, con società veicolo costituite ad hoc, consulenze particolarmente onerose e cartolarizzazioni solo annunciate o mai effettivamente realizzate.

La UIF richiama anche l’attenzione sull’uso distorto del contratto di escrow. In teoria si tratta di uno strumento di garanzia, in cui una terza parte custodisce le somme fino al verificarsi di determinate condizioni. Nella pratica, però, l’escrow può trasformarsi in un semplice canale di transito, utile a schermare i beneficiari effettivi e a conferire una parvenza di regolarità a operazioni in cui i crediti sottostanti risultano fittizi o comunque gravemente anomali. Quando il denaro viene rapidamente svincolato e redistribuito verso soggetti diversi dalle controparti apparenti, la complessità giuridica finisce per diventare non una garanzia, ma un fattore di opacità.

Le criptoattività entrano negli schemi già noti

Il Quaderno UIF di aprile 2026 dedica ampio spazio anche alle criptoattività, ma con un messaggio chiaro: non si tratta di un universo separato, bensì di uno strumento che si integra in schemi fraudolenti già conosciuti. La provvista nasce spesso da ricariche di carte, bonifici o incassi illeciti; passa attraverso conti correnti, talvolta esteri; viene poi convertita in valute virtuali e trasferita tra wallet con più passaggi successivi. In alcuni casi vengono utilizzate stablecoin, proprio per ridurre la volatilità e rendere più funzionale il trasferimento di valore.

L’aspetto più rilevante, dal punto di vista investigativo, è che le cripto servono a frammentare i flussi, accelerare i tempi di spostamento e rendere più complessa l’identificazione dei destinatari finali. La UIF collega questo uso non solo a truffe e frodi, ma anche a sistemi informali di trasferimento di denaro e, in talune situazioni, a contesti esposti a rischi più elevati, compresi quelli connessi al finanziamento del terrorismo.

Il nodo dei virtual Iban e delle infrastrutture di pagamento ibride

Tra i profili più tecnici, ma anche più attuali, c’è l’utilizzo dei virtual Iban. Il sistema, nella sua struttura, consente di assegnare a singoli clienti codici Iban formalmente distinti che però confluiscono in un unico master account intestato a un intermediario. Quando questo intermediario è un prestatore di servizi di pagamento con sede extra-Ue, e quando il paese indicato dal codice Iban non coincide con quello in cui è realmente radicato il conto principale, la tracciabilità dei flussi si complica sensibilmente.

Per la UIF si tratta di una criticità concreta, perché queste infrastrutture possono essere sfruttate per frammentare le operazioni, moltiplicare i passaggi e rendere più difficile la cooperazione internazionale. È un tema destinato a crescere, anche perché fotografa un mercato dei pagamenti in cui innovazione e opacità possono procedere insieme.

Società apri e chiudi e truffe “green”, i segnali ricorrenti

Restano ricorrenti alcuni indicatori classici, che il Quaderno mostra però in una veste aggiornata.

Tornano le imprese di recente costituzione, prive di reale struttura organizzativa, con rappresentanti molto giovani o senza esperienza imprenditoriale, spesso destinate a scomparire in tempi brevi dopo aver movimentato importi rilevanti.

Tornano le operazioni di mero transito, con sostanziale pareggio tra entrate e uscite. Tornano i flussi che non lasciano traccia di un’attività economica coerente, se non nella documentazione formale.

Accanto a questi elementi, la UIF segnala anche la capacità delle organizzazioni fraudolente di adattarsi ai settori più attrattivi del momento. È il caso delle energie rinnovabili, utilizzate come cornice narrativa per proporre investimenti apparentemente innovativi, sostenibili ed etici, ma in realtà basati su logiche piramidali: una parte dei fondi raccolti viene retrocessa agli investitori per alimentare la fiducia, mentre il resto viene trasferito agli organizzatori o convertito in criptoattività. La promessa di rendimenti elevati si salda così con l’immagine positiva del settore green, rendendo il meccanismo ancora più credibile agli occhi delle vittime.

Allegati

Ricevi GRATIS la nostra newsletter

Ogni giorno sarai aggiornato con le notizie più importanti, documenti originali, anteprime e anticipazioni, informazioni sui contratti e scadenze.

Richiedila subito