Isa 2026, soglie per benefici premiali e controlli mirati: chiarimenti Entrate
Pubblicato il 23 aprile 2026
In questo articolo:
- Il quadro normativo di riferimento
- A chi spettano i benefici
- Esonero dal visto di conformità: soglie più alte per chi arriva a 9
- Benefici Iva e decorrenza: come funzionano
- Esclusione dalla disciplina delle società non operative
- Stop agli accertamenti basati su presunzioni semplici
- Riduzione di un anno dei termini di accertamento
- Esclusione dall’accertamento sintetico
- Imprese e professionisti insieme: doppia soglia da rispettare
- Controlli fiscali: attenzione sui punteggi pari o inferiori a 6
- Continuità con il passato e criteri alla base delle soglie
- Tabella di sintesi dei benefici premiali Isa per il 2025
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Con il provvedimento n. 123160 del 22 aprile 2026, l’Agenzia delle entrate ha definito i livelli di affidabilità fiscale che consentono l’accesso ai benefici premiali ISA per il periodo d’imposta 2025 e, parallelamente, ha confermato il parametro utilizzato per orientare le strategie di controllo fondate sull’analisi del rischio di evasione.
Il provvedimento attua l’articolo 9-bis del Dl n. 50/2017, che attribuisce agli Indici sintetici di affidabilità fiscale una duplice funzione:
- da un lato, premiare i contribuenti che presentano un elevato livello di compliance;
- dall’altro, orientare l’azione dell’Amministrazione finanziaria verso le posizioni considerate maggiormente critiche.
L’impostazione resta coerente con quella già adottata per gli anni precedenti: i vantaggi fiscali sono riconosciuti in modo graduale, in base al punteggio Isa ottenuto dal contribuente, anche tenendo conto dell’eventuale indicazione di ulteriori componenti positivi in dichiarazione. Allo stesso tempo, i soggetti con punteggi più bassi rientrano nell’area di maggiore attenzione ai fini dei controlli.
Il quadro normativo di riferimento
Il provvedimento del 22 aprile 2026 si inserisce nel quadro dell’articolo 9-bis del Dl n. 50 del 24/04/2017, che disciplina il regime premiale collegato agli Isa, come aggiornato dalle modifiche introdotte dall’articolo 14 del Dlgs n. 1/2024.
Il sistema continua a prevedere una serie di vantaggi per i contribuenti che applicano gli Isa e raggiungono determinati livelli di affidabilità fiscale, secondo una logica di premialità graduata: al crescere del punteggio Isa aumentano i benefici riconosciuti, sia sul piano della semplificazione degli adempimenti sia sotto quello della riduzione dell’esposizione ai controlli più invasivi.
A chi spettano i benefici
Anche per il periodo d’imposta 2025 il regime premiale riguarda i contribuenti che raggiungono un punteggio Isa almeno pari a 8, mentre i vantaggi più ampi spettano a chi consegue un livello pari a 9 o superiore.
Uno degli elementi centrali del provvedimento è la valorizzazione della continuità del comportamento fiscale. Per diversi benefici, infatti, il requisito non viene verificato soltanto sul singolo periodo d’imposta 2025, ma anche sulla base della media semplice dei punteggi Isa relativi al 2024 e al 2025. In questo modo il sistema premia non solo il risultato di una singola annualità, ma l’affidabilità mantenuta nel tempo.
Esonero dal visto di conformità: soglie più alte per chi arriva a 9
Tra i principali vantaggi confermati vi è l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per l’utilizzo in compensazione di alcuni crediti fiscali, oltre all’esonero dal visto o dalla prestazione della garanzia in caso di rimborsi Iva.
Per i contribuenti che, per il periodo d’imposta 2025, raggiungono un punteggio Isa almeno pari a 9, anche per effetto di adeguamento, il provvedimento riconosce:
- l’esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti relativi alle imposte dirette e all’Irap fino a 50.000 euro annui;
- l’esonero dal visto oppure dalla garanzia per la compensazione o il rimborso dei crediti Iva annuali fino a 70.000 euro annui;
- l’esonero dal visto oppure dalla garanzia per la compensazione o il rimborso dei crediti Iva infrannuali fino a 70.000 euro annui.
Gli stessi benefici spettano anche quando il contribuente non raggiunge il 9 nel solo 2025, ma consegue un punteggio medio di 9 calcolato sui periodi 2024 e 2025.
Per i soggetti che ottengono invece un punteggio almeno pari a 8 ma inferiore a 9, sempre anche per effetto di adeguamento, restano riconosciuti benefici analoghi ma con limiti quantitativi più contenuti:
- esonero dal visto per la compensazione dei crediti da imposte dirette e Irap fino a 20.000 euro annui;
- esonero dal visto o dalla garanzia per i crediti Iva annuali fino a 50.000 euro annui;
- esonero dal visto o dalla garanzia per i crediti Iva infrannuali fino a 50.000 euro annui.
In questo caso, il beneficio spetta anche ai contribuenti che raggiungono una media pari a 8,5 sui periodi d’imposta 2024 e 2025.
Benefici Iva e decorrenza: come funzionano
Il provvedimento dedica particolare attenzione alle regole applicative in materia Iva, tenendo conto della diversa scansione temporale tra dichiarazione dei redditi, dichiarazione Iva, rimborsi e compensazioni infrannuali.
La motivazione è espressa in modo chiaro dall’Agenzia: i benefici collegati all’Iva non possono essere ancorati in modo meccanico alla stessa annualità sotto il profilo operativo, proprio perché i termini di presentazione delle richieste di compensazione o rimborso e della dichiarazione annuale Iva non coincidono con quelli delle imposte dirette. Per questo il beneficio viene collegato al livello di affidabilità Isa maturato per il periodo oggetto di dichiarazione, ma i suoi effetti si riflettono anche sugli adempimenti delle annualità successive.
Il provvedimento precisa inoltre che le soglie di esonero operano come limiti complessivi annui. Di conseguenza, l’utilizzo anche solo parziale del beneficio in relazione ai crediti Iva infrannuali riduce l’eventuale ulteriore utilizzo del plafond annuale, che resta fissato a 70mila euro nella fascia più alta e a 50mila euro in quella inferiore.
Esclusione dalla disciplina delle società non operative
Tra i benefici riconosciuti ai contribuenti più affidabili rientra anche l’esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative.
Il provvedimento collega questo vantaggio al raggiungimento di un punteggio Isa pari a 9 nel singolo periodo d’imposta oppure di una media pari a 9 nel biennio considerato. La scelta si inserisce nella graduazione complessiva dei benefici e riserva questa tutela ai soggetti con affidabilità fiscale più elevata.
Stop agli accertamenti basati su presunzioni semplici
Il provvedimento conferma inoltre la non applicabilità degli accertamenti fondati su presunzioni semplici nei confronti dei contribuenti che raggiungono livelli elevati di affidabilità.
In questo caso la soglia richiesta è pari almeno a 8,5 con riferimento alla singola annualità, oppure a 9 come media tra il 2024 e il 2025. L’Agenzia spiega, nelle motivazioni, che per i benefici più rilevanti sul piano dell’attività di controllo si è scelto di innalzare la soglia di accesso, così da concentrare la tutela rafforzata sui contribuenti con profili di compliance più solidi.
Riduzione di un anno dei termini di accertamento
Tra le misure di maggiore impatto pratico figura anche la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento, con riferimento all’annualità oggetto di dichiarazione.
Per questo beneficio la soglia resta fissata a un punteggio Isa almeno pari a 8 nel solo periodo d’imposta 2025. La previsione consente quindi di restringere il periodo entro il quale l’Amministrazione può procedere all’accertamento, riconoscendo un vantaggio concreto ai contribuenti che si collocano già nella fascia di affidabilità considerata virtuosa.
Esclusione dall’accertamento sintetico
Il provvedimento del 22 aprile 2026 prevede inoltre l’esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo, a condizione che il reddito accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato.
Anche questo beneficio è riservato ai livelli più elevati di affidabilità: punteggio pari a 9 nella singola annualità oppure media pari a 9 nel biennio. Si tratta di una tutela particolarmente significativa, che conferma la volontà di riconoscere una protezione rafforzata ai contribuenti che mostrano nel tempo un comportamento dichiarativo coerente.
Imprese e professionisti insieme: doppia soglia da rispettare
Un chiarimento operativo importante riguarda i contribuenti che esercitano contemporaneamente attività d’impresa e lavoro autonomo.
In questi casi l’accesso ai benefici premiali non è automatico. Il provvedimento richiede infatti che gli Isa siano applicati per entrambe le categorie reddituali e che ciascun indice raggiunga autonomamente la soglia minima prevista per il beneficio richiesto. In sostanza, l’affidabilità deve emergere in modo coerente su tutte le attività esercitate.
Controlli fiscali: attenzione sui punteggi pari o inferiori a 6
Accanto al regime premiale, il provvedimento definisce anche il livello di affidabilità da utilizzare ai fini delle strategie di controllo fondate sull’analisi del rischio di evasione.
L’Agenzia conferma che i contribuenti con un livello di affidabilità pari o inferiore a 6 rappresentano la fascia sulla quale concentrare l’attività di analisi e selezione. Si tratta di una scelta in continuità con l’impostazione già adottata negli anni precedenti e coerente con la funzione degli Isa: ridurre la pressione sui contribuenti più affidabili e orientare i controlli verso le posizioni potenzialmente più critiche.
Continuità con il passato e criteri alla base delle soglie
Un aspetto rilevante del provvedimento è la sostanziale continuità con l’impianto già adottato per il periodo d’imposta 2024. Le soglie di accesso ai benefici premiali, infatti, restano in linea con quelle già fissate lo scorso anno, confermando un assetto ormai consolidato nel sistema Isa.
Allo stesso tempo, dal provvedimento emerge che questo assetto è destinato a valere non solo per il 2025, ma anche per i periodi d’imposta successivi, salvo un nuovo intervento dell’Agenzia delle entrate in presenza di variazioni significative nei dati dichiarativi. È un passaggio che conferma la natura dinamica degli Isa, strumenti destinati ad adattarsi nel tempo all’andamento effettivo dei comportamenti fiscali.
L’Agenzia collega la conferma delle soglie ai dati dichiarativi più recenti, letti in continuità con quelli delle annualità precedenti. Dall’analisi richiamata nel provvedimento emerge che, già a partire da un punteggio Isa pari a 8, i contribuenti presentano mediamente livelli di reddito dichiarato superiori a quelli dell’intera platea dei soggetti che applicano gli indici. Proprio questo dato giustifica la scelta di mantenere il punteggio 8 come soglia minima di accesso al regime premiale e di riservare i benefici più incisivi ai livelli di affidabilità più elevati. In questa prospettiva, il punteggio Isa continua a essere utilizzato come indicatore sintetico dell’affidabilità fiscale complessiva, rilevante sia per attribuire i benefici sia per orientare in modo selettivo l’attività di controllo.
Tabella di sintesi dei benefici premiali Isa per il 2025
| Beneficio | Punteggio Isa 2025 | Media Isa 2024-2025 | Limite / condizione |
|---|---|---|---|
| Esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti relativi a imposte dirette e Irap | Almeno 9 | Almeno 9 | Fino a 50.000 euro annui |
| Esonero dal visto di conformità per la compensazione dei crediti relativi a imposte dirette e Irap | Almeno 8 e inferiore a 9 | Almeno 8,5 | Fino a 20.000 euro annui |
| Esonero dal visto o dalla garanzia per compensazione o rimborso del credito Iva annuale | Almeno 9 | Almeno 9 | Fino a 70.000 euro annui |
| Esonero dal visto o dalla garanzia per compensazione o rimborso del credito Iva annuale | Almeno 8 e inferiore a 9 | Almeno 8,5 | Fino a 50.000 euro annui |
| Esonero dal visto o dalla garanzia per compensazione o rimborso del credito Iva infrannuale | Almeno 9 | Almeno 9 | Fino a 70.000 euro annui |
| Esonero dal visto o dalla garanzia per compensazione o rimborso del credito Iva infrannuale | Almeno 8 e inferiore a 9 | Almeno 8,5 | Fino a 50.000 euro annui |
| Esclusione dalla disciplina delle società non operative | Almeno 9 | Almeno 9 | Beneficio pieno |
| Esclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici | Almeno 8,5 | Almeno 9 | Beneficio pieno |
| Riduzione di un anno dei termini di accertamento | Almeno 8 | Non prevista | Riduzione di un anno |
| Esclusione dell’accertamento sintetico | Almeno 9 | Almeno 9 | Il reddito accertabile non deve eccedere di due terzi quello dichiarato |
| Strategie di controllo | Pari o inferiore a 6 | — | Fascia di maggiore attenzione ai fini dell’analisi del rischio |
In sintesi, il provvedimento n. 123160/2026 conferma l’impianto già adottato negli anni precedenti: più alto è il livello di affidabilità fiscale, più ampi sono i benefici riconosciuti. Parallelamente, l’Agenzia continua a utilizzare gli Isa come strumento di selezione del rischio, concentrando i controlli sulle posizioni meno affidabili.
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