Intelligenza Artificiale: le linee guida degli avvocati di Roma
Pubblicato il 17 febbraio 2026
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L’Ordine degli Avvocati di Roma, Commissione procedura civile, ha pubblicato un breve Vademecum sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale con finalità operative e deontologiche.
Il documento si propone di guidare i professionisti nell’integrazione di strumenti di IA nell’attività quotidiana, assicurando il rispetto dei principi fondamentali della professione forense e la tutela del cliente.
Il presupposto di fondo è chiaro: l’Intelligenza Artificiale rappresenta un supporto tecnico e non sostituisce il giudizio umano, la competenza e la responsabilità dell’avvocato. Ogni utilizzo deve essere consapevole, controllato e conforme alle regole vigenti.
Principi generali e responsabilità
Il Vademecum individua alcuni criteri direttivi che devono orientare l’impiego di sistemi di IA:
- legalità e correttezza;
- trasparenza nei confronti del cliente;
- responsabilità personale del professionista;
- utilizzo di tecnologie conformi alla normativa europea e nazionale.
L’avvocato deve considerare l’IA come uno strumento ausiliario. Ogni risultato generato dal sistema deve essere verificato, rielaborato e fatto proprio dal professionista.
La responsabilità dell’atto resta integralmente in capo all’avvocato, anche quando l’elaborato sia stato predisposto con il supporto di un applicativo di intelligenza artificiale.
Non è ammissibile un affidamento integrale della redazione di atti, contratti o pareri a strumenti automatizzati.
Doveri professionali nell’uso dell’IA
L’utilizzo di sistemi di IA non attenua né modifica i doveri deontologici. Restano centrali:
- l’indipendenza e la responsabilità personale;
- la lealtà, la probità e la diligenza;
- il rispetto del segreto professionale e della riservatezza;
- la competenza tecnica, comprensiva dell’aggiornamento tecnologico;
- l’obbligo di controllo delle fonti e di veridicità delle informazioni.
Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il rischio di generazione di contenuti inesatti o privi di reale riscontro.
Il Vademecum richiama l’attenzione sulla necessità di verificare sempre riferimenti normativi e giurisprudenziali attraverso banche dati ufficiali. L’avvocato non può citare fonti generate automaticamente senza un controllo puntuale.
Il documento evidenzia inoltre che l’uso improprio di strumenti di IA non deve in alcun modo alterare il contraddittorio o compromettere la correttezza dei rapporti con colleghi e autorità giudiziaria.
Indicazioni operative: prima, durante e dopo l’utilizzo
Il Vademecum struttura le indicazioni operative in tre fasi distinte.
Prima dell’utilizzo
Il professionista deve:
- selezionare piattaforme affidabili e conformi alle regole vigenti;
- esaminare attentamente termini di servizio e politiche sulla protezione dei dati;
- comprendere il funzionamento del sistema e i suoi limiti, incluso il rischio di errori o “allucinazioni”.
La conoscenza dello strumento è parte integrante della competenza professionale.
Durante l’utilizzo
Nel corso dell’uso, l’avvocato deve:
- rendere anonimi i dati, eliminando elementi identificativi;
- evitare l’inserimento di informazioni riservate in chatbot pubblici;
- formulare richieste chiare e circoscritte al caso concreto;
- non caricare atti integrali o documenti sensibili su piattaforme non verificate.
La tutela della riservatezza costituisce un requisito essenziale dell’attività difensiva.
Dopo l’utilizzo
Successivamente alla generazione dell’output, il professionista è tenuto a:
- verificare ogni riferimento normativo o giurisprudenziale;
- rielaborare personalmente il testo;
- conservare traccia dell’utilizzo dello strumento nel fascicolo di studio.
Il controllo umano finale rappresenta una garanzia di qualità e affidabilità.
Trasparenza verso il cliente e tutela dei dati
Il cliente deve essere informato dell’eventuale utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale, chiarendo che tali strumenti svolgono una funzione meramente ausiliaria. L’informazione deve essere resa con linguaggio chiaro e comprensibile.
In materia di protezione dei dati, il Vademecum raccomanda:
- utilizzo dei soli dati strettamente necessari;
- preferenza per sistemi progettati secondo criteri di sicurezza;
- verifica della sede e della giurisdizione del fornitore;
- protezione dei dispositivi e degli account da accessi non autorizzati;
- controllo del rispetto del diritto d’autore e dei diritti di terzi.
Condotte da evitare e conseguenze disciplinari
Tra le condotte espressamente sconsigliate figurano:
- citare fonti non verificate generate dall’IA;
- affidare integralmente la redazione di atti o contratti allo strumento;
- utilizzare testi senza revisione umana;
- attribuire all’IA eventuali errori professionali.
L’uso improprio può determinare l’attivazione del procedimento disciplinare e l’applicazione di sanzioni proporzionate alla gravità della violazione.
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