Credito d’imposta ZES Unica agricoltura 2026: aggiornati modelli e istruzioni
Pubblicato il 20 aprile 2026
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L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato a marzo 2026 i modelli e le istruzioni per la comunicazione del credito d’imposta ZES Unica destinato alle imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore forestale e nel settore della pesca e acquacoltura.
L’intervento si collega alle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026, che ha prorogato e rafforzato l’agevolazione, rendendo necessario l’adeguamento della modulistica sia per la comunicazione ordinaria sia per quella integrativa.
Quadro normativo: cosa prevede la Legge di bilancio 2026
Il riferimento normativo è contenuto nell’articolo 1, commi da 460 a 462, della legge 30 dicembre 2025, n. 199. La misura conferma per il 2026 il credito d’imposta per gli investimenti realizzati nelle ZES Unica da parte delle imprese agricole del Mezzogiorno, con un rafforzamento delle percentuali agevolative.
Per effetto delle nuove disposizioni:
- le micro, piccole e medie imprese del settore agricolo e forestale possono beneficiare di un credito d’imposta pari al 58,7839% degli investimenti;
- le grandi imprese della produzione primaria agricola possono accedere a un credito d’imposta pari al 58,6102%.
L’incentivo riguarda gli investimenti in macchinari, impianti, attrezzature e strutture produttive, nel rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato per i comparti agricolo, forestale e ittico. Rientrano inoltre nell’agevolazione anche l’acquisto di terreni, l’ampliamento degli immobili strumentali e gli investimenti effettuati tramite leasing.
Il beneficio si applica agli investimenti effettuati fino al 15 novembre 2026. Le ZES Unica interessate comprendono le regioni del Mezzogiorno e, nel nuovo assetto richiamato dalla modulistica aggiornata, anche Marche e Umbria.
Perché l’Agenzia ha aggiornato modelli e istruzioni
L’adeguamento pubblicato a marzo 2026 si è reso necessario per coordinare i modelli con la nuova disciplina di riferimento. In particolare, nelle istruzioni e nei modelli viene sostituito il richiamo alla Legge n. 207 del 2024 con quello ai corrispondenti commi della Legge n. 199 del 2025.
L’aggiornamento recepisce inoltre il nuovo orizzonte temporale dell’agevolazione, l’ampliamento del perimetro territoriale e alcune modifiche operative rilevanti per la compilazione e l’invio delle comunicazioni.
Le principali novità nei modelli
Le modifiche più importanti possono essere riassunte in pochi punti.
Periodo agevolato aggiornato
Nei modelli e nelle istruzioni il riferimento agli investimenti agevolabili viene spostato al nuovo periodo dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2026.
Estensione territoriale
Accanto all’Abruzzo vengono inserite anche Marche e Umbria, sia nelle istruzioni sia nella dichiarazione sostitutiva. Nell’Allegato 1 è stata inoltre aggiunta la tabella relativa alle zone assistite di queste due regioni.
Nuove finestre per l’invio
Per la comunicazione ordinaria il termine di presentazione è aggiornato al periodo dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026. Per la comunicazione integrativa la finestra va dal 20 novembre 2026 al 2 dicembre 2026.
Nuove dichiarazioni sostitutive
Entrano due nuove attestazioni:
la lettera s-bis, relativa al rispetto del divieto di doppio finanziamento ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento Ue n. 241/2021;
la lettera zz), da compilare quando l’Iva sugli investimenti è indetraibile e quindi concorre al costo agevolabile.
Principio di incentivazione
Viene riscritta la lettera m) della dichiarazione sostitutiva, con il richiamo espresso all’articolo 6 dei Regolamenti Ue n. 2022/2472 e n. 2022/2473.
Compilazione automatica di alcuni campi
Le istruzioni chiariscono che alcuni righi del Quadro A e del Quadro B vengono valorizzati automaticamente dal software dopo il riepilogo, con l’obiettivo di ridurre errori materiali nella compilazione.
Stop al Quadro E nel modello ordinario
Nel modello ordinario viene eliminato il Quadro E dedicato agli estremi delle fatture, soppresso anche dalle istruzioni.
Quadro E confermato nell’integrativa, ma con nuove regole
Nel modello integrativo il Quadro E resta, ma cambiano le istruzioni sugli acconti, sulla certificazione da trasmettere via Pec e sulla gestione di alcune spese non fatturabili.
Scarti telematici
Sia per la comunicazione ordinaria sia per quella integrativa viene precisato che la ritrasmissione nei cinque giorni successivi non è ammessa se lo scarto riguarda l’intero file, come nel caso di file non elaborabile o autenticazione non riconosciuta.
Cosa cambia in pratica per imprese e consulenti
Per i soggetti interessati il punto centrale è operativo: dal 2026 occorre utilizzare i modelli aggiornati, verificare il nuovo periodo degli investimenti, controllare la corretta localizzazione della struttura produttiva e prestare attenzione alle nuove dichiarazioni richieste, soprattutto in tema di doppio finanziamento e Iva indetraibile.
L’aggiornamento dell’Agenzia, quindi, accompagna il rafforzamento del credito d’imposta disposto dalla Legge di bilancio 2026 e rende più aderente la modulistica al nuovo impianto normativo.
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