Accise carburanti: decreto approvato, taglio prorogato fino al 1° maggio

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Il Consiglio dei ministri del 3 aprile 2026 ha approvato il decreto legge che proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio 2026. La misura conferma la riduzione di 24,4 centesimi al litro su benzina e gasolio, evitando aumenti immediati dei prezzi alla pompa.

Via libera al decreto legge per motivi di urgenza

Il provvedimento, approvato in un Cdm “lampo” della durata di circa 30 minuti, è stato adottato con decreto legge per garantire continuità alla misura in scadenza il 7 aprile 2026.

In conferenza stampa, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha evidenziato il carattere urgente dell’intervento, necessario per contenere l’impatto dei rincari energetici nel breve periodo.

Confermato il taglio: sconto di 24,4 centesimi

La proroga estende per ulteriori 23 giorni la riduzione delle accise, mantenendo invariato lo sconto su:

  • benzina
  • gasolio

L’obiettivo è evitare un incremento immediato dei prezzi, che senza intervento potrebbero superare i 2,3 euro al litro.

Costo della misura e coperture

Il decreto mobilita circa 500 milioni di euro.

Le risorse derivano da:

  • extragettito IVA legato ai maggiori prezzi dei carburanti
  • utilizzo di una quota dei proventi delle aste CO₂

L’intervento è strutturato in modo da non incidere sui saldi di finanza pubblica.

Misure per imprese e agricoltura

Il decreto include anche interventi di sostegno ai settori produttivi:

  • Transizione 5.0: previsto il rafforzamento del credito d’imposta fino al 90% per i progetti già avviati e rimasti senza copertura
  • Agricoltura: stanziati 30 milioni di euro per un credito d’imposta del 20% sul gasolio agricolo relativo al mese di marzo

Le misure rispondono all’aumento dei costi energetici che ha inciso in particolare sui comparti agricolo e produttivo.

Resta il nodo delle risorse

Nonostante la proroga, restano criticità sulla sostenibilità futura degli interventi. Dal MEF emerge infatti che le risorse disponibili per ulteriori misure risultano limitate.

In assenza di un allentamento delle tensioni internazionali, permane il rischio di ulteriori rialzi dei prezzi dei carburanti, con possibili effetti anche sugli equilibri di finanza pubblica.

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